La ricetta della pasta cresciuta napoletana

Queste sono uno sfizio per eccellenza cucina di strada made in Naples. Nuvole d’aria dorate e croccanti

La ricetta della pasta cresciuta napoletana o zeppolina di pasta lievitata, è l’anima dello street food napoletano: calda, informale e incredibilmente irresistibile.

Ecco per voi la versione organizzata con cura e arricchita i segreti dei maestri friggitori.

Le paste cresciute rappresentano l’arte del “sapersi arrangiare” con nobiltà: farina, acqua e lievito che, grazie alla maestria della frittura, diventano il cuore della frittura mista napoletana. Sono chiamate “cresciute” proprio per la loro lievitazione generosa che le rende leggerissime all’interno.

Scheda Tecnica

Difficoltà: bassa (richiede solo pazienza per la lievitazione)

Tempo di preparazione: 10 minuti (+ 2-3 ore di riposo)

Tempo di cottura: 10 minuti (frittura rapida)

Costo: bassissimo

Numero di ingredienti: 5 (base)

Ingredienti

Farina 00: 500 g

Acqua tiepida: 400-450 ml (la pastella deve essere “morbida”)

Lievito di birra fresco: 12 g (mezzo cubetto)

Sale: 1 cucchiaino raso

Olio di semi di arachidi: abbondante per friggere

Procedimento

La pastella: in una ciotola capiente, sciogli il lievito nell’acqua tiepida. Aggiungi la farina un po’ alla volta, mescolando energicamente con una frusta o un cucchiaio di legno per evitare grumi.

Il sale: aggiungi il sale solo alla fine, continuando a battere l’impasto finché non vedrai apparire delle bollicine (segno che stai incorporando aria).

La lievitazione: copri la ciotola con un panno e lascia riposare in un luogo tiepido per circa 2-3 ore, finché il composto non avrà raddoppiato il volume e si presenterà pieno di bolle.

La frittura: scalda abbondante olio di arachidi. Quando è ben caldo (circa 170°C), preleva piccole porzioni di impasto con un cucchiaio bagnato e aiutati con un altro dito (o un altro cucchiaio) per farle scivolare nell’olio.

Doratura: rigirale spesso finché non saranno gonfie e uniformemente dorate. Scolale su carta assorbente e servile caldissime con un pizzico di sale.

I trucchetti napoletani per la pasta cresciuta più buona che abbiate mai preparato

La prova del cucchiaio: per non far appiccicare l’impasto al cucchiaio mentre formi le zeppoline, tieni vicino a te un bicchiere d’acqua e intingi il cucchiaio prima di ogni prelievo. La pastella scivolerà via in un istante!

L’acqua cresciuta: non usare acqua fredda di frigo, ma nemmeno bollente (che ucciderebbe il lievito). Deve essere tiepida, come la temperatura della pelle.

La variante con i cicinielli: se vuoi la versione gourmet antica, aggiungi all’impasto dei bianchetti (pesciolini piccoli) o dei pezzetti di alghe di mare fresche. Il sapore di mare le renderà leggendarie.

Morbidezza estrema: alcuni maestri napoletani sostituiscono una piccola parte di acqua con della birra chiara. L’anidride carbonica aiuta lo sviluppo degli alveoli d’aria all’interno, rendendole ancora più leggere.

Speriamo vi abbia fatto piacere trovare la ricetta della pasta cresciuta napoletana.

Se vi fa piacere ora potreste provare anche quella della lasagna alla beneventana.

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