Nasce dall’evoluzione della Gricia dei pastori con l’arrivo del pomodoro nel 1700. Al cinema è diventata un po’ il simbolo della romanità, anche se originaria di Amatrice.
La ricetta della amatriciana porta pensare subito a riferimenti come Aldo Fabrizi, che la considerava una vera e propria religione culinaria, o ai film di Carlo Verdone, dove il piatto incarna perfettamente lo spirito schietto e verace della tavola laziale.
Come scritto prima tenete conto che i veri natali del piatto sono però di Amatrice, dove come tipo di pasta usano principalmente spaghetti. Poi strada facendo sino alla capitale, sono cambiati in bucatini. Quindi questa che vi riportiamo è la ricetta della amatriciana alla romana.
Difficoltà: Media
Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 15 minuti
Ingredienti (per 4 persone)
320 g di bucatini
400 g di pomodori Casilino o Costoluto maturi o anche dei gran San Marzano campani
150 g di Guanciale di Amatrice
1 noce di strutto (non necessario – facoltativo perché la rendono tanto grassa – attenti cari amici ipercolesterolicemici)
80 g di Pecorino di Amatrice
1 peperoncino
Preparazione
Il pomodoro. Sbollentate i pomodori per eliminare la pelle. Rimuovete i semi e ricavate polpa e succo, tagliando il tutto a julienne. Se avete usato i San Marzano già pronti, allora dovete spappolarli con le mani tranquillamente.
Il guanciale. Eliminate la cotenna e tagliatelo a striscioline dello stesso spessore. In una padella (meglio se di ferro), fatelo sudare a fiamma minima. Quando il grasso è sciolto, alzate la fiamma al massimo per tostarlo senza bruciarlo. Quando è croccante, toglietelo dalla padella e conservatelo in una vaschetta. Resta la padella con il suo grasso.
Il sugo. Aggiungete il peperoncino e i pomodori nella padella col grasso del guanciale. Lasciate addensare per 10 minuti a fuoco medio.
Cottura. Cuocete i bucatini in acqua bollente poco salata. Scolateli al dente e saltateli in padella con il sugo.
Mantecatura: Togliete dal fuoco e mantecate con il pecorino grattugiato finché non sarà ben amalgamato.
Ecco anche un consiglio degli chef capitolini.
Il taglio. Tagliate il guanciale a listarelle e non a dadini: la consistenza finale sarà molto più equilibrata tra croccantezza e morbidezza.
Speriamo vi abbia fatto piacere provare la ricetta della amatriciana.
Se vi fa piacere ora potreste provare anche quella del danubio salato.
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Alla prossima gustosa ricetta